NEWS LETTER ETICA NOVEMBRE 2016

LA RICORRENZA DI NOVEMBRE

3 NOVEMBRE 1867 MORIVA A MENTANA ACHILLE CANTONI

Addio o forlivesi

ci rivedremo un dì

se arrivo andare a Roma

non torno più a Forlì

Scriverò una letterina

diretta alla mia mammà

che suo figlio Achille

si trova in campo ammalà

Attacca i suoi cavalli

la prende anche il fucil

e la si mette in strada

come un garibaldin

Quando fu a metà strada

incontra un contadin

era vestito di panno

di panno del più fin

Dimmi o contadino

dimmi la verità

quel pann che porti indosso

dove tu l’hai comprà?

Non voglio dir bugie

voglio dire la verità

a un generale sul campo

che noi abbiam spoglià

E lei si mise a piangere

a piangere e sospirar

Povero il mio Achille

dove me l’hanno ammazzà?

Dimmi o contadino

sapresti voi insegnar

la tomba del Cantoni

in dove la ci stà?

Andate un po’ più avanti

là c’è un alberin

la tomba del Cantoni

là ci sarà vicin.

Questa bella canzone popolare, risalente al 1889 e intitolata “La madre abbandonata in cerca del suo Achille”, è ispirata alla morte di Achille Cantoni, il giovane volontario forlivese, ucciso dai francesi a Mentana il 3 novembre 1867.

Sin da giovanissimo al fianco dell’Eroe dei due mondi che lo definì «figlio prediletto delle Romagne», Achille era nato a Forlì il 13 agosto 1835, figlio del commerciante Nicola Cantoni e di Vincenza Ghinassi.

Nel suo “Cantoni il volontario”, romanzo storico pubblicato nel 1870, Giuseppe Garibaldi narra di come il giovane forlivese fosse seguito dalla sua compagna Ida che aveva allora quattordici anni e che «vestita da uomo seguiva così Cantoni alla coda della colonna».

È sempre lo stesso Garibaldi ad attribuire al patriota forlivese il merito di avergli salvato la vita nei pressi di Velletri, nel 1849. Racconta il generale che trovandosi circondato con un piccolo gruppo dei suoi da un «numero sì sproporzionato» di nemici che l’unica prospettiva che rimaneva loro era «morire da forti», fu strappato al pericolo dal coraggio e dall’ardimento di Achille Cantoni: «Cantoni pel primo […] gittossi tra me ed un nemico che mi travagliava da vicino, e contro cui io difficilmente mi difendevo essendo rotto dalle contusioni, e mentre il borbonico mi feriva, forse con un colpo sulla testa, la sciabola liberatrice lo colpiva e bestemmiando si ritirava col braccio penzolone».

Rimasto ferito il 30 aprile 1849 in battaglia contro i francesi, dopo essere finito in un ospedale nemico, Achille Cantoni fu lasciato libero a seguito della caduta della Repubblica romana.

Si laureò in Giurisprudenza a Siena nel 1855 e nel 1859 partecipò alla II Guerra d’Indipendenza, inquadrato prima nella Guardia Nazionale, poi nell’esercito sardo. Congedatosi nel 1862 fece ritorno a Forlì dove, il 30 luglio 1865, venne eletto al Consiglio Comunale.

Così lo ricorda Antonio Fratti, altro grande garibaldino forlivese: «… Cantoni, cugino di Alessandro Fortis, suo aiutante, mi era amico e si mostrava cortesissimo verso di me. Una volta o due m’invitò a mangiare quel poco che casualmente si trovò nei casolari. Egli era un bello, robusto e alto uomo; era serio ed austero …».

Il richiamo delle armi e della lotta per la libertà era fortissimo in Achille Cantoni che nel 1866 prese parte alla III Guerra d’Indipendenza ancora una volta con i garibaldini, I Reggimento Volontari Italiani, guadagnandosi sul campo la promozione a capitano, quindi a maggiore.

A capo della 4ª colonna dei volontari italiani, fu con Garibaldi anche in occasione del fallito tentativo di liberare Roma. Il 3 novembre 1867, quasi 5.000 garibaldini, capitanati da Giuseppe Garibaldi si scontrarono a Mentana contro l’esercito franco-pontificio che, numericamente era all’incirca il doppio. Inizialmente le sorti della battaglia parevano pendere dalla parte dei garibaldini, alla fine però il generale dovette arrendersi, lasciando sul campo di battaglia 370 dei suoi uomini.

Tra questi Achille Cantoni che perse la vita insieme all’amico Francesco Vigo Pellizzari e ad altri tre patrioti forlivesi: Oreste Basini, Pietro Gualaguini Cossa e Oreste Severi.

Nel 1887, ventennale della battaglia, in memoria dei giovani caduti venne eretta un’ara su progetto di Augusto Fallani. Il monumento ha la forma di un grande altare che custodisce un ossario con i resti dei caduti del 1867 e un piccolo museo di cimeli garibaldini relativi alla battaglia.

Le spoglie di Achille Cantoni riposano nel loggiato del Cimitero Monumentale di Forlì insieme a quelle della madre Vincenza Ghinassi «uccisa dal dolore di tanta perdita». Sulla stele funeraria sono incise queste parole: «Achille di Nicola Cantoni propugnatore costante animoso dell’Indipendenza e dell’Unità d’Italia colonnello dei volontari caduto a Mentana il 3 – 11- 1867 qui giace colla madre».

CON IL NASO ALL’INSÙ

A Forlì, nei pressi della via intitolata ad Achille Cantoni, al numero 91 di corso Mazzini, di fronte alla Chiesa del Carmine, si trova Casa Ronchi Cantoni. L’edificio è stato completamente restaurato e per questo risulta privo di ogni traccia dell’originario assetto. L’unica parte superstite è il portico cinquecentesco a cinque campate sorrette da colonne in muratura con capitelli lavorati, attribuiti a Rocco Poltri da Ferrara. Solo quattro di questi capitelli sono corinzi e presentano una lavorazione più pregevole con foglie d’acanto come decorazione mentre gli altri quattro sono ionici. Sul fronte dei capitelli spicca lo stemma della famiglia Ronchi con tre gigli e due spade al centro, mentre di lato è scolpita una conchiglia.

Alcuni documenti e volantini pubblicitari testimoniano che, nel 1909, in questo palazzo venne aperto il Cinematografo Pathé Fréres (dal nome di una celebre società francese).

Nel dopoguerra, il palazzo fu sede del circolo socialista dedicato a Claudio Treves e alcuni dei suoi ambienti furono utilizzati come sala da ballo fino agli anni Settanta.

Nel 1835 fu casa natale di Achille Cantoni, per questo, in occasione del centenario della nascita dell’eroe garibaldino, un’epigrafe in suo ricordo, dettata da Ezio Garibaldi, nipote di Giuseppe, venne murata sulla facciata. La lapide necessiterebbe oggi di accurato restauro, infatti le parole che reca incise risultano a malapena leggibili:

IN QUESTA CASA NACQUE / IL XIII AGOSTO MDCCCXXXV / ACHILLE CANTONI / COLONNELLO GARIBALDINO / VOLONTARIO IN QUATTRO CAMPAGNE / CHE NON INVANO EBBE ROTTO DA PIOMBO STRANIERO / IL GENEROSO PETTO / IL III NOVEMBRE MDCCCLXVII / PERCHÉ IL SANGUE DEGLI EROI DI MENTANA / APRE ALLA MADRE ITALIA / LE PORTE DI ROMA IMMORTALE / NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA I GARIBALDINI / DI FORLÌ / EZIO GARIBALDI / 13 AGOSTO 1935 XIII EF

Un’altra epigrafe dedicata ad Achille Cantoni si trova sul monumento ad Aurelio Saffi. Sulla destra è posto, infatti, il medaglione che rappresenta il patriota forlivese e che reca la seguente iscrizione:

ACHILLE CANTONI / CONDOTTIERO / DEI GARIBALDINI / FORLIVESI / SULLA VIA DI ROMA / MENTANA / III NOVEMBRE / MDCCCLXVII

Infine è possibile rintracciare un altro tributo all’eroe garibaldino nell’atrio d’ingresso del Palazzo Comunale dove, nel corso degli anni, sono state collocate alcune lapidi (quattro a destra e cinque a sinistra) che ricordano eventi e personaggi della storia della città, dal Risorgimento ai giorni nostri.

Nel 1869, in occasione del secondo anniversario della battaglia di Mentana, venne scoperta la lapide con incisi ai lati i nomi dei quattro forlivesi che vi perirono: Achille Cantoni, Oreste Basini, Pietro Gualaguini Cossa, Oreste Severi.

GLI EVENTI DI NOVEMBRE

3 NOVEMBRE

FORLÌ: ANGELO MASINI E I GRANDI FORLIVESI DELLA LIRICA

Giovedì 3 novembre 2016, ore 21.00, al Circolo Democratico Forlivese, via Piero Maroncelli 7, Forlì, nell’ambito degli incontri al Circolo Democratico Forlivese ideati e condotti da Marco Viroli e Gabriele Zelli, si terrà una serata dedicata ad Angelo Masini (in occasione dei 90 anni dalla morte) e ai grandi della lirica forlivese: Giuseppe Siboni, Carlo Zampighi, Maria Farneti, Giulietta Simionato, …

Condurranno Marco Viroli e Gabriele Zelli.

Filippo Tadolini racconterà episodi della vita del grande tenore forlivese.

Interverrà il soprano Wilma Vernocchi.

Nel corso della serata, organizzata in collaborazione con l’Istituto Musicale “Angelo Masini” di Forlì, la Giovane Orchestra “Angelo Masini” diretta dal professor Fausto Fiorentini proporrà una selezione musicale di ampio respiro, adatta a tutti i gusti.

L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza.

Per informazioni: 349 373 7026 – 392 448 8070

4 NOVEMBRE

FORLÌ: IL CAMMINO DI DANTE

Venerdì 4 novembre 2016, ore 21.00, a Palazzo Albicini, corso Garibaldi 80, Forlì, si terrà una conferenza-incontro dal titolo: Il cammino di Dante.

Oltre 380 chilometri dalla tomba di Dante a Ravenna fino a Firenze e ritorno. Un percorso unico e inedito tra le splendide e dimenticate vie medievali dove visse e scrisse il più grande poeta di tutti i tempi.

Nel corso della serata si alterneranno i seguenti interventi:

Come nasce, come si sviluppa il Cammino di Dante”

Giordano Bezzi, presidente Associazione Culturale “Il Cammino di Dante”;

Il Cammino di Dante visto dall’alto. Mappatura GPS e nuove tecnologie”

Oliviero Resta, Associazione Culturale “Il Cammino di Dante”;

Il libro più lungo del mondo. La Divina Commedia lungo ‘Il Cammino di Dante’”

Silvia Rosetti e Fabrizio Fantini (Associazione Culturale “Il Cammino di Dante”).

Interverranno inoltre Wilma Malucelli (presidente Società Dante Alighieri- Comitato dei territori di Forlì/Cesena), Andrea Sansovini (Officinateatro) e Gabriele Zelli (sindaco di Dovadola) che presenteranno l”Itinerario nella Forlì dantesca”, visita guidata in programma sabato 5 novembre, ore 10.30.

Franco Palmieri (direttore artistico della manifestazione “Dante. Tòta la Cumégia”) declamerà una scelta di brani tratti dalla Divina Commedia.

L’incontro sarà coordinato da Marco Viroli

Ingresso libero

Per informazioni 349 373 7026 – 338 878 2940

5 NOVEMBRE

FORLÌ: ITINERARIO NELLA FORLÌ DANTESCA

Sabato 5 novembre 2016 con ritrovo alle ore 10.30 di fronte alla Chiesa della Santissima Trinità, si svolgerà una visita guidata sulle tracce del Sommo Poeta a Forlì condotta da Gabriele Zelli e Marco Viroli.

Tra quattro anni, nel 2021, ricorrerà il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, un anniversario che porterà in Romagna dall’Italia e dal resto del mondo un gran numero di turisti interessati a ripercorrere le tappe della vita del Sommo Poeta. La Romagna fu fonte di grande ispirazione per Dante che più volte descrisse i paesaggi, i campi e la generosità delle nostre terre anche nella Commedia. I romagnoli poi nel poema sono secondi come presenza solo ai toscani, anche se a nessuno dei nostri conterranei il poeta concesse di trovar posto in Paradiso.

Chi prende in considerazione la vita di Dante spesso tende a sottovalutare il rapporto strettissimo che l’Alighieri ebbe con Forlì, la prima città in cui trovò rifugio e accoglienza dopo la cacciata da Firenze. Fu qui, infatti, che, nel 1302, il Sommo Poeta fu ospite della famiglia Ordelaffi. Da qui, insieme a Scarpetta, capo del partito ghibellino e signore di Forlì, organizzò un tentativo di rientro a Firenze. L’impresa non ebbe però esito felice poiché il podestà fiorentino, Fulcieri da Calboli, anch’egli forlivese e nemico degli Ordelaffi, riuscì ad avere la meglio nella battaglia per occupare il castello di Pulicciano. La successiva sconfitta dei guelfi bianchi e dei ghibellini sancì definitivamente l’impossibilità per Dante di fare ritorno in patria. Fu così che, con ogni probabilità, il “Ghibellin fuggiasco” iniziò proprio a Forlì a comporre i primi versi di quello che è divenuto uno dei più grandi poemi della storia dell’intera letteratura mondiale.

Forlì si impone quindi di diritto all’attenzione generale per essere considerata città dantesca a tutti gli effetti e le tante indicazioni e riferimenti presenti nella Divina Commedia consentono di proporre un itinerario dantesco all’interno del centro cittadino molto importante, sia per valenza storica sia per rimandi letterari.

Il percorso forlivese sulle tracce del Sommo Poeta parte da Porta Schiavonia, dove Dante giunse, come uno dei tanti esuli che provenivano dalla Toscana, attraverso la strada che collega tuttora Forlì a Firenze e percorre la vallata dell’Acquacheta (il fiume Montone). Da Schiavonia l’itinerario prosegue verso il centro della città, facendo tappa alla Chiesa della SS Trinità, passando di fronte allo storico Palazzo Paulucci di Calboli e a Palazzo Albicini, costruito sull’area dove, ai tempi di Dante, sorgeva la “Caxa Granda” degli Ordelaffi, sotto le cui “branche verdi” Forlì si ritrovava. Da qui, lambendo la Cattedrale di Santa Croce o Duomo, si giunge alla piazza, teatro del “sanguinoso mucchio” cantato nel Canto XXVII dell’Inferno, dove svetta il campanile dell’Abbazia di San Mercuriale.

Durante il percorso verranno citati alcuni dei personaggi storici con cui il Poeta ebbe a che fare nel corso dei suoi soggiorni forlivesi, tra questi Pellegrino Laziosi, non ancora santo, coetaneo del Sommo Poeta, poiché nato a Forlì, anch’egli nel 1265.

Al termine del percorso verrà offerta a tutti i partecipanti una degustazione di vini della Cantina vinicola Poderi dal Nespoli.

Per informazioni 349 373 7026 – 392 448 8070

Partecipazione libera e gratuita.

In caso di pioggia l’evento sarà rinviato a data da destinarsi.

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