NEWSLETTER ETICA GENNAIO 2017

LA RICORRENZA DI GENNAIO
27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA
LISSI LEWIN E LE VITTIME DEGLI ECCIDI NAZISTI A FORLÌ
Dal 2005, il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, la ricorrenza internazionale che commemora le vittime dell’Olocausto e che è stata istituita dalle Nazioni Unite in occasione del sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti. In questo giorno, in particolare, si ricorda la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 a opera delle truppe dell’Armata Rossa. Fu proprio grazie alla scoperta di Auschwitz e alle testimonianze dei sopravvissuti che per la prima volta vennero rivelati apertamente al mondo gli orrori del genocidio nazista.
Ma per ricordare gli orrori della follia nazista non è necessario andare troppo lontano. Oltre alle espropriazioni e alle deportazioni che coinvolsero alcune famiglie che abitavano nella nostra città, nel settembre del 1944, Forlì fu teatro di uno dei più gravi eccidi compiuti dai nazisti sul territorio italiano, in cui si contarono 17 vittime di origine ebrea. Una tragedia per troppo tempo dimenticata, che vogliamo ricordare in occasione della Giornata della Memoria.
A Forlì il “campo di concentramento” aveva sede in corso Diaz, angolo via Luffo Numai. La palazzina requisita nel dicembre 1943 venne utilizzata come luogo di detenzione. Qui ebbe sede uno dei campi di concentramento istituiti dalla Repubblica Sociale Italiana per raggrupparvi antifascisti ed ebrei rastrellati nella provincia di Forlì. Gli internati erano deportati al campo di Fossoli e da lì in Germania.
Il primo eccidio, nel corso del quale vennero uccisi dieci uomini ebrei, fu compiuto il 5 settembre 1944 in via Seganti, nella zona delle Casermette, nei pressi dell’aeroporto. Le restanti sette donne ebree, mogli e sorelle degli uomini massacrati il 5 settembre, furono a loro volta fucilate il 17 settembre sempre in via Seganti. Tutti i poveri resti, ebrei e non, ammassati in fosse comuni, furono riesumati tra marzo e settembre 1945, in parte riconosciuti e in parte trasportati presso l’ossario del Cimitero Monumentale di Forlì.
Solo da un paio di decenni la triste vicenda degli eccidi di via Seganti è stata strappata all’oblio e riportata alla luce per essere ricordata oggi in occasione del Giorno della Memoria e non solo.

LA STORIA DI LISSI LEWIN
(tratto da “I giorni che sconvolsero Forlì” di Marco Viroli e Gabriele Zelli, Il Ponte Vecchio, 2014)
Fra gli uccisi in via Seganti vi furono il fratello e la madre di Lissi Lewin, una dolce signora ebrea tedesca che venne nel 2000 a Forlì perché, a distanza di 56 anni, aveva scoperto il luogo dove i propri cari erano stati eliminati e poi sepolti.
Lissi Lewin, giovane militante del Bund Deutsch-judischer Jugend, l’Associazione giovanile ebraica berlinese, e il fratello Alfred, nel 1936, dopo un’aggressione di una squadra di nazisti, con la madre Jenny fuggirono dalla Germania e ripararono in Italia. Alfred, appassionato e portato allo studio delle lingue, si preoccupò che anche la sorella Lissi le studiasse e imparasse. Al sopraggiungere delle leggi razziali si prodigò per convincerla a riparare Inghilterra e fu così che Lissi partì nel 1939 e raggiunse Manchester. Nel 1940 Alfred fu fermato e mandato al confino nell’Italia del Sud. Due anni dopo fece richiesta di essere avvicinato alla madre, rimasta al nord, indigente e assai ammalata. Chiese cioè di andare nella direzione sbagliata. Molti degli ebrei rinchiusi nei campi del sud infatti si salveranno.
Riunitosi alla madre in un campo di confino del pesarese, furono entrambi incarcerati nel 1944 a Forlì. Nel settembre di quell’anno furono fucilati da fascisti italiani e SS tedesche, insieme ad altri quindici ebrei ed ebree, a pochi giorni dallo spostamento del fronte.
Le salme, gettate in un cratere di bomba, furono riesumate nel 1946 e sistemate nel Cimitero Monumentale in loculi appartati e anonimi. Solo nel 1994 trovarono degna sepoltura e la città di Forlì ricordò finalmente la strage.
Lissi, che prima della fine della guerra aveva sposato a Manchester un antifascista tedesco e dato alla luce una figlia, malgrado tutte le ricerche, non era mai riuscita ad avere notizie precise dei suoi famigliari; tornata a vivere nella Germania, quella dell’Est, solo nel 2000 conobbe il luogo e le modalità della scomparsa del fratello e della madre. Nel frattempo, dopo la caduta del Muro, viaggiare per l’Europa era di nuovo possibile e dopo 56 anni Lissi poté finalmente visitare la tomba dei suoi congiunti.
Nel 2002 Lissi Lewin ha dato il consenso per la costituzione a Forlì della Fondazione Alfred Lewin di cui è stata presidente fino al giorno della sua morte, avvenuta a Berlino, il 26 settembre 2009.
In occasione della visita del 2000 a Forlì rilasciò un’intervista alla rivista «Una città» (che ebbe il merito nel 1994 di riportare alla luce la vicenda degli eccidi di via Seganti dopo che qualche anno prima la studiosa forlivese Paola Saiani aveva pubblicato sugli stessi episodi un saggio sul Bollettino dell’Istituto Storico della Resistenza presieduto da Ottorino Bartolini). Nell’intervista Lissi raccontò che nel 1945 le nacque una figlia alla quale diede il nome di Vera: «La piccola aveva appena compiuto quattro settimane quando ebbi le prime notizie, prima dalla Croce Rossa e poi dal Ministero degli Esteri britannico. Nessuna nelle numerose famiglie di emigranti ebrei aveva ancora avuto notizie. Fui la prima. Una prima lettera smentiva che un certo Alfred Lewin fosse stato rinchiuso in un lager in Olanda; una seconda mi diceva della morte in Italia di mia madre e di mio fratello. Non riuscii a sapere altro. Non credo sarei riuscita a sopravvivere a quella notizia se non avessi avuto la mia bambina da stringere fra le mie braccia. La sua esistenza fu così determinante che mi sono sentita sempre in debito verso di lei. Sono passati 56 anni e in tutti questi anni mi ha sempre tormentato l’idea di non sapere come fossero finiti i miei. Pensavo che i loro corpi fossero stati sotterrati chissà dove. Quando altri portavano fiori sulle tombe dei loro cari, dicevo sempre: “Voi almeno potete farlo, io non saprei dove portarli. Per cui il fatto di poter essere qui è come un sollievo”. È una storia che si chiude. Adesso posso pensare più serenamente alla loro morte. Quindi sono estremamente grata a chi ha reso possibile che io fossi qui».
CON IL NASO ALL’INSÙ
In corso Diaz, di fronte all’ex Albergo del Commercio, la lapide posta sul marciapiede riporta queste parole: “Quivi dopo l’8 settembre 1943 / l’Albergo del “Commercio” / divenne luogo di raccolta / per ebrei / destinati all’olocausto. / per memoria e monito. / 25 aprile 1995 / q.m.p. / il Comune di Forlì / il Comitato Unitario / per la Difesa e lo Sviluppo / delle Istituzioni Democratiche”.
Il campo di concentramento forlivese fu operante fino al settembre del 1944 quando, con l’avvicinarsi del fronte e la chiusura del campo di Fossoli, tedeschi e repubblichini decisero di sbarazzarsi degli ultimi prigionieri, tra cui diciassette ebrei, detenuti presso il carcere di via della Rocca.
In via Seganti, dal 22 aprile 2007, una lapide ricorda così i tragici fatti del settembre 1944:
“Un distaccamento di fanatici nazisti li uccise segretamente e li seppellì in buche di bombe d’aereo all’aeroporto di Forlì nel settembre 1944. I loro nomi rimasero ignoti, i loro corpi non identificati. Dopo 63 anni la comunità forlivese e i familiari incidono i loro nomi sulla pietra per tramandare memoria alle future generazioni”.

GLI EVENTI DI GENNAIO 2017
1-6-8 GENNAIO
FORLÌ: BUON ANNO CON CANOVA
Domenica 1, venerdì 6 e domenica 8 gennaio 2017, presso i Musei San Domenico, si svolgeranno visite guidate, promosse da Formula Servizi per la Cultura, alla mostra “Il viaggio di Ebe” per scoprire l’inedito viaggio che la celebre opera ha fatto sino a noi da quando 200 anni fa fu scolpita da Antonio Canova. Fu nel 1816, infatti, che la contessa Veronica Zauli Naldi Guarini commissionò Ebe al celebre scultore Antonio Canova per decorare il palazzo di famiglia sito nell’attuale Corso Garibaldi a Forlì. Fin dalla sua nascita la statua ha avuto una storia avventurosa. Il “viaggio” che viene proposto con i tre appuntamenti, nello spazio, nel tempo e nella graduale maturazione del concetto di patrimonio culturale, è reso ancora più significativo dalla presenza di alcuni gessi canoviani provenienti dalla Gipsoteca di Possagno, mutilati durante la Grande Guerra e dalle fotografie storiche di Stefano Serafin e da quelle contemporanee di Guido Guidi e Gian Luca Eulisse.
Partenza visita alle ore 15.30 dall’ingresso dei Musei San Domenico, piazza Guido da Montefeltro 12, Forlì. La visita avrà la durata di un’ora. Costo 7 euro, ridotto under 14 euro 5. Prenotazione obbligatoria entro le ore 18.00 del giorno precedente alla visita guidata telefonando al numero 3294741173.
Al termine della visita i partecipanti potranno visitare liberamente con lo stesso biglietto le mostre temporanee “Per gli uomini e per gli Dei”, “Missione Antartide” “Io ti vedo così” e la Pinacoteca Civica.
4 GENNAIO
FORLÌ: ABBAZIA DI SAN MERCURIALE: RICERCHE STORICHE E ARCHITETTONICHE
Mercoledì 4 gennaio 2016, alle ore 16.30, presso la Sala Assemblee del Foro Boario, piazzale Foro Boario 7, Forlì, Gianluca Brusi terrà una conferenza su “Abbazia di San Mercuriale: ricerche storiche e architettoniche”, con proiezione di immagini. L’incontro è promosso dall’Auser.
Ingresso libero.
5 GENNAIO
FORLÌ: A TRÉB PAR… LA BEFANA
Giovedì 5 gennaio 2017, alle ore 15.00, presso la Sala Assemblee del Foro Boario, piazzale Foro Boario 7, Forlì, si svolgerà il 20° trebbo di poesia dialettale romagnola con i poeti: Gianfranco Miro Gori, Nevio Spadoni, Marino Monti. Durante il corso dell’incontro sarà presentato il libro “Una finestra sul mare” di Viola Talentoni. Note musicali di Veris Giannetti. Interverranno: Raoul Mosconi, assessore del Comune di Forlì, Elide Casali, storica della letteratura e saggista, Simona Rusticali e Cesare Bartoletti, coordinatori dei quartieri Foro Boario e Pieveacquedotto. Condurrà la manifestazione Piergiuseppe Bertaccini. Durante il corso del pomeriggio sarà illustrato il calendario “Pieveacquedotto in… scatti 2017”.
Ingresso libero.
7 GENNAIO
DOVADOLA: VAUDEVILLE
Sabato 7 gennaio 2017, alle ore 21.00, presso il Teatro Comunale di Dovadola, piazza della Vittoria 3, nell’ambito della rassegna teatrale, la Compagnia Nuovo Palcoscenico metterà in scena “Vaudeville”, tre atti unici di Feydeau.
Lo spettacolo vuole essere un omaggio alla “belle époque”. In quell’epoca (1871-1914) le invenzioni, i progressi della tecnica e della scienza furono senza paragoni rispetto al passato. L’illuminazione elettrica,l’automobile, la radio, la pastorizzazione, il vaccino per la tubercolosi e altro contribuirono a un miglioramento del tenore di vita e al diffondersi di un senso di ottimismo. La “belle époque” indicava la vita brillante nelle capitali europee, le numerose esperienze artistiche, ma soprattutto esprimeva un’idea che il nuovo secolo, cioè il Novecento, sarebbe stata un’epoca di pace e di benessere. E in questo clima di benessere si svilupparono la fotografia, il cinema dei fratelli Lumière e di Georges Melies (di cui verranno proiettati alcuni frammenti di film tra un atto e l’altro), la musica dei valzer di Strauss e il can-can parigino, la pittura dei manifesti di Toulouse Lutrec e naturalmente l’apoteosi del teatro di vaudeville, che ebbe come massimo esponente Feydeau.
I tre atti unici scelti, in uno spettacolo veloce e divertente, riassumono tutta la comicità del teatro di Feydeau: una comicità di situazioni, di intreccio, di battuta, che ha spesso origine dalla casualità e dall’imprevisto, e che è anche comicità sociale perché è la borghesia l’ambiente sociale di cui descrive la vita e gli scopi superficiali, velleitari…
Ingresso a pagamento: intero 15 euro, ridotto 10 euro, ridotto speciale residenti Comune di Dovadola 8 euro.
Per informazioni 3397097952 – 3479458012.

DOMENICA 8 GENNAIO

 “TERRA DEL SOLE , TERRA DI CONFINE ” : H.14,30 VISITA GUIDATA AD AGGREGAZIONE LIBERA CONDOTTA DALLA GUIDA CHIARA MACHEROZZI ALLA SCOPERTA DI TERRA DEL SOLE TRA STORIA, SEGRETI, ECCELLENZE STORICO-ARTISTICHE E ARCHITETTONICHE, CULTO E TRADIZIONE. LA “CITTÁ IDEALE ” DEL RINASCIMENTO VOLUTA E FONDATA DA COSIMO DE’MEDICI A PRESIDIO E BALUARDO DELLA PROVINCIA FLORENTINA IN PARTIBUS ROMANDIOLAE. DOMENICA 8 GENNAIO RITROVO H. 14,30 NEL LOGGIATO DI PALAZZO PRETORIO, CHE OSPITA , COME ULTIMO GIORNO, LA RASSEGNA DEI PRESEPI. ITINERARIO: PALAZZO PRETORIO, SALA DEL TRIBUNALE, PIAZZA D’ARMI, CHIESA DI SANTA REPARATA, PORTA ROMANA E CASTELLO DI PORTA ROMANA, PORTA FIORENTINA. COSTO EURO 5 A TESTA . (BAMBINI SOTTO I 6 ANNI GRATIS). Non occorre prenotazione. L’iniziativa è a cura di Romagna Full Time, Pro Loco Terra del Sole e Confguide FC. PER INFO : Chiara Macherozzi Guida Turistica Regione E-R (cell.349-8087330)

11 GENNAIO

FORLÌ: ART DECÒ
Mercoledì 11 gennaio 2017, alle ore 16.00, presso la Sala Assemblee del Foro Boario, piazzale Foro Boario 7, Forlì, Serena Togni terrà una conversazione, con proiezioni, sulla mostra “Art Decò. Gli anni ruggenti in Italia” in programma ai Musei San Domenico dall’11 febbraio al 18 giugno 2017.
L’iniziativa è promossa dall’AUSER. Ingresso libero.

12 GENNAIO
MELDOLA: L’ECONOMIA DELLO SCARTO. L’ECOLOGICA INTEGRALE
Giovedì 12 gennaio 2017, alle ore 21.00, presso la Sala Coniugi Versari, via della Rocca 7, Meldola, per la rassegna “No ad una economia dell’esclusione. Questa economia uccide”, organizzata dai Circoli Acli di Meldola e di Rocca delle Caminate, si svolgerà una conferenza su “L’economia dello scarto. L’ecologia integrale”. L’incontro sarà svolto col metodo del seminario: presentazione del tema, riflessioni, letture, racconti di esperienze e proposte operative.
Ingresso libero.

19 GENNAIO
FORLÌ: CONCERTO DELL’ORCHESTRA BRUNO MADERNA
Giovedì 19 gennaio 2017, alle ore 21.00, presso il Teatro Diego Fabbri, Forlì, per la rassegna “E… la musica continua” promossa dall’Associazione Amici dell’Arte, concerto dell’Orchestra Bruno Maderna diretta da Diego Fasolis. Verranno eseguite la Sinfonia n. 7 in la maggiore op 92 e la Sinfonia n. 5 in do minore op 67 di Ludwig van Beethoven.
Nel 2017 l’Associazione Musicale Bruno Maderna festeggerà venti anni di attività. Il primo appuntamento delle iniziative pensate per dare risalto a questo importante traguardo sarà dedicato a un autore come Beethoven, che ha lasciato sinfonie eterne, probabilmente il più grande compositore di ogni tempo e luogo, un titano del pensiero musicale, i cui traguardi artistici si sono rilevati di portata incalcolabile. Nell’occasione è stato chiamato a dirigere l’orchestra Maderna il maestro Diego Fasolis, che dal 1986 dirige regolarmente l’Orchestra della Svizzera Italiana e dal 1993 è maestro stabile dei complessi vocali e strumentali della Radio Televisione Svizzera.
Ingresso a pagamento. Per informazioni www.amicidellarte.info